Fondazione Gesualdo Bufalino - Comiso (RG)

Lavori di riqualificazione architettonica della sede della Fondazione Gesualdo Bufalino

REALIZZAZIONE:  2020

SITO: Comiso (RG)

COMMITTENTE: Fondazione Gesualdo Bufalino Onlus

PROGETTAZIONE E DIREZIONE DEI LAVORI: Giovanni Gatto

LIGHTING DESIGNER: Angelo Sanzone

FOTO: Alessia Mare

 

L’antica pescheria di Comiso, edificata nel 1867 su progetto dell’architetto Fianchini, costituisce uno degli edifici più importanti del centro storico della città. Nato come mercato del pesce, l’edificio è caratterizzato da un elegante loggiato, teatro delle passeggiate di Gesualdo Bufalino, poeta e scrittore comisano. Dal 1999 l’ala sud-ovest del complesso architettonico ospita la sede della Fondazione Gesualdo Bufalino.

Arredi aggiunti in varie epoche avevano creato una commistione di funzioni senza elementi separatori. Con i lavori di riqualificazione degli interni si è posto l’obiettivo di conferire unitarietà agli ambienti, migliorando l’allestimento unitario e l’illuminazione adeguata. Con il nuovo progetto sono state distinte le funzioni: un ufficio, una sala riunioni, una sala lettura, la biblioteca e la sala conferenze. Il frazionamento degli spazi mediante setti vetrati ha consentito di ottenere ambienti illuminati evitando interferenze acustiche.

Al loro interno sono stati disposti tavoli su misura in legno e vetro. Gli arredi modulari in noce della biblioteca, contenenti i libri donati da Gesualdo Bufalino, sono stati rimontati secondo la nuova distribuzione. Il vano a sud-ovest ospita la biblioteca personale dello scrittore, con un ampliamento delle scaffalature. La libreria è divenuta cornice perimetrale, mentre nella fascia centrale sono stati inseriti quattro tavoli espositori vetrati. Le dimensioni dei tavoli consentono una migliore fruizione, agevolando l’ingresso dallo spazio del portico ed evitando che la superficie in vetro rifletta la luce solare.

Sulle capriate è stata progettata una struttura in ferro che ospita luci puntuali orientate per valorizzare i tavoli espositori e i libri. Nella fase progettuale si è immaginato di trasporre quei portici all’interno dell’edificio, creando un percorso tra i documenti esposti nei tavoli “galleggianti”. La parete corta, fondale della biblioteca, ospita ora una gigantografia di Bufalino con una sua citazione. Nelle pareti laterali sono stati inseriti pannelli in cartongesso per celare gli impianti, mentre un led retroillumina la parte alta del soffitto. La pavimentazione esistente in cotto è stata mantenuta, preservando il valore storico del sito.